Non è meraviglioso addormentarsi sotto il piumone caldo, con la borsa dell’acqua calda che ti scalda e il rumore delle gocce di pioggia che sbattono contro la grondaia, mentre dall’mp3 Elisa canta a squarciagola Cure Me? Forse si, sicuramente in quel momento lo pensavo, mentre il temporale che imperversava fuori faceva sembrare il diluvio universale una semplice nuvola passeggera. Però poi stamattina mi sono risvegliata con il cielo plumbeo, bianco accecante, e quell’inutile pioggerellina di sottofondo, e ho pensato che questa non ci voleva. Non oggi. Che casino… non sono mai stata metereopatica (oddio, chissà se ho scritto giusto), spesso la pioggia mi diverte, ma oggi proprio non… Insomma, per farla breve, questa giornata ha fatto schifo. E, tanto per fare un esempio, non riesco neanche a scrivere come si deve. E poi ho dovuto smaltire una rabbia contro quello schifo di azienda “mobilità” Aquilana che ci ritroviamo: non capisco come mai la pioggia crei tanti casini in strada, fatto sta che (come sa bene anche Silvietta) tutti quelli che disgraziatamente hanno deciso di prendere l’autobus alle 12 e 05 hanno dovuto sopportare un ritardo di 5…10…15…20…25…30 minuti! Puah! E poi il solito ammassamento nell’autobus come sardine (sardine schifosamente umidicce), suonare il campanello per prenotare la fermata e vedere l’autista che se ne dimentica e sorpassa casa tua come se niente fosse, scaricandoti a chilometri e chilometri di distanza…puah!! E poi abbiamo cercato qualcosa da fare per il pomeriggio, ma niente cinema (Cam doveva andare a inglese) niente centro (non aveva smesso di piovere), niente centro commerciale (troppo tempo per arrivare), niente di niente. Ancora puah! Adesso sto aspettando che il tempo passi e che domani arrivi. Spero in fretta. L’atmosfera è così plumbea…fa tanto Forks (Chi ha letto twilight capisce), ma alla lunga stanca, se non ci sono vampiri a movimentare la situazione…vampiri o anche gatti. Ma i gatti non perdono mica tempo ad andare a scuola quando si è deciso di non entrare e fuori piove. Eh già, chissà a cosa stavo pensando…
sabato
puah!
E aggiungiamo un altro 5 a quella che diventerà una montagna più alta del K2. Ma se su 29 persone solo 10 sono riuscite a superare il 6, e se all’ultimo compito dell’anno scorso più o meno tutti hanno superato il 7, con una professoressa decente, bè, il problema non è nostro. Furia, furia! Ma non è per questo che sono furiosa, anche se sembra una buona scusa. Sono furiosa perchè sono di nuovo triste. E io ero quella che adorava la vita. Eppure…forse non so neanche io cosa voglio: dovrei prendere coraggio, quello necessario a fare una figura di cacca. Ma come dice Carl, non ho niente da perdere. Ma non so che fare (questa è la frase che ripeto almeno 10 volte al giorno a persone sempre diverse), a lei la situazione era molto più semplice. Io invece, sempre incasinata, e la meno tanto con il fatto che mi piacciono le cose semplici. L’unica cosa che devo fare è prendere esempio da una persona che con questa storia non c’entra niente, ma ha avuto il coraggio di fare quello che dovrei fare io……
fever

You would know
What’s taking place in my mind
But your world has got the fever
You’re killing it with your reasons
Your world has got the fever
And you step on it and don’t see it
Questo è solo un pezzo di una delle canzoni più belle del mondo. Dovrei averla messa tra i blogroll. Il testo invece sta sulla pagina delle canzoni. Il ritornaello dovrebbe voler dire “ma il tuo mondo ha la febbre, lo stai uccidendo con le tue ragioni, il tuo mondo ha la febbre, e lo stai calpestando, e non lo vedi”. Semplicemente fantastico; non ne ho ancoraafferrato del tutto il senso, non quello che intendeva la cantante quando l’ha scritta, ma ho capito il MIO senso, che per me è il più importante: perchè farsi tanti problemi, quando il mondo è così facile? Quando il mondo è così bello?Perchè la gente è pessimista, se il sole sorge ogni giorno, gli uccellini cantano sugli alberi e la pioggia continua a ticchettare? Ultimamente sono soggetta a sbalzi d’umore spaventosi: mi viene voglia di ridere, ridere, e ripenso a tutte le cose che mi hanno fatto ridere nell’ultimo anno (Stefano che mi leva la sedia da sotto mentre stavo per sedermi, un tipo che mi butta dentro il laghetto al Parco del Sole, e poi Silvi…), poi mi rendo conto che ho tutti i motivi per essere tristi (no, non li conosce nessuno, neanche chi mi sta più vicino, e nessuno li conoscerà mai). Ma la voglia di ridere è più forte. In fondo in fondo, riesco ad essere ottimista: basta pensare che sono viva, e già è tanto…la settimana scorsa sono arrivata ad una conclusione: LA VITA è TOTALMENTE INUTILE, NON HA SENSO, Ma è meravigliosa. E non sono ancora così stupida da tormentarmi per qualcosa di così bello che mi è stato dato senza chiedere niente come pagamento.
alle quattro stacco
Alle quattro stacco…è una delle cose che mi piacevano di più dell’estate; niente orari, niente di niente…
Ricordate tutta l’energia di cui parlavo qualche tempo fa? Bè, è defluita, ha fatto FLOP ed è finita sottoterra, sepolta e finita. Gli eventi degli ultimi giorni, la scuola, lo studio, tutto sembra divertirsi a rendere le vite dei comuni mortali più difficili. E in monenti come questi vorrei essere più cinica, vorrei pensare un po’ a me, vorrei evitare di fossilizzarmi. Invece non ci riesco. Forse non ci riuscirò mai. Mi sento cattiva, molto cattiva.
Non voglio tornare a crollare addormentata sui libri, non voglio fare le cose superficialmente ma non vorrei neanche sentirmi sempre così esausta, non voglio sbagliare niente, non voglio essere stressata, non voglio essere sempre distratta.
Vorrei sparire e lasciare che tutti vivano felici e contenti.