Parole, parole,parole…

Marzo 22, 2008 at 4:19 pm (Senza Categoria)

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Prima di tutto, prima di dire qualunque altra cavolata, volevo far presente
che esattamnte 15 anni fa è nata Carlotta: AUGURI!!!!
mi posso vantare di essere stata la prima a farle gli auguri, perchè le ho inviato un messaggio a mezzanotte, solo che avrei potuto fargieli a voce se non fosse scappata a tortoreto!!!Traditrice!!!Che sei andata a ritrovare Jonathan per caso? (Eheh, l’amore supera le distanze!). Che bello però: il 2008 è l’anno dei nostri 15 anni raga, vi rendete conto? (Ah no, Pucci e Akira ne hanno fatti e ne faranno 14…Vabbè, tanto non si sentono!:-)) é da quando ho 10 anni che sogno di averne 15,chissà perchè…Bè, sono quasi arrivata: mancano solo 9 mesi al 13 novembre, no? Accidenti come sta volando il tempo…Mi sembra ieri quando ero ancora una stupida 11enne che si accingeva ad affrontare la prima media. Invece dei miei 12 anni non ricordo molto, non deve essere successo niente di importante. Ah, no, è stato a 12 anni che ho cominciato a disegnare le caricature…tremate, potrei farne altre! E poi ho fatto 13 anni, e devo dire che lì mi sono divertita: è stato l’anno scorso che ho scoperto una nuova sensazione (dolcissima), una nuova amica -non è importante che poi se ne è andata, l’esperienza resta-, a 13 anni sono andata in gita di 3° media (Yuppiii!), a 13 anni ho vissutola prima vera Estate…Forse tutto questo un po’ in ritardo, ma me lo sono goduta a pieno, perchè prima ho avuto il tempo di riflettere su quello che ero. Meglio così, no? Non ho fretta: nella vita c’è ancora tempo, non ho bisogno di sbrigarmi. Tanto più che 13 è il mio numero preferito.
Ora vado per i 15: che bello. Voglio godermi a pieno tutti gli anni che vivo; non torneranno più, per questo quando posso scrivo il più possibile, anche cacchiate, perchè scrivendo il tempo si ferma. L’altro giorno mi è capitato di risfogliare il quaderno dell’anno scorso, e ho trovato una dedica di una persona a cui avevo voluto bene, ma con cui ormai c’è solo ghiaccio: ho strappato la pagina e l’ho infilata nel diario. Perchè è un momento che ho vissuto e che non voglio dimenticare, anche se cisono stata male. é stato, e non si cancella. Io non cancello mai. Forse, l’essenza dei Quadernini (chi sa capisce) è proprio qui.
tramonto-aq.jpg(non so cosa c’entri un panorama della nostra città, ma diamo un poo’ di gloria a questa foto…)

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Primo giorno di vacanza: uggioso

Marzo 20, 2008 at 3:41 pm (Senza Categoria)

Finalmente, dopo attese estenuanti, dopo crisi di nervi, dopo compiti fatti e ricevuti con un voto che come lo giri e lo rigiri è sempre quello, sono arrivate le VACANZE!!! Certo, è solo una misera settimana, ma se così non fosse sarei già caduta in coma sui libri. Infatti è da tipo un mese che, ogni benedetto pomeriggio, mi addormento mentre faccio i compiti. Terribilmente imbarazzante. Invece oggi, finalmente, ho riprovato dopo tanto l’emozione (emozione?) di risvegliarmi a mezzogiorno meno un quarto, di prendermela con comodo, di perdere tempo. Che meraviglia… L’unica pecca nella giornata è il tempo: il cielo era plumbeo e pioveva a tratti, tanto che mi ero appena chiusa la porta di casa alle spalle quando mi sono accorta di aver dimenticato A) le chiavi e B) l’ombrello. Grandioso. Per di più, mi scocciava bagnarmi i capelli perchè me li ero lavati proprio appena scesa dal letto. Tuttavia, non ho potuto fare a meno di notare la “fenomenale” logica della nostra prof di greco e latino: per le vacanze di Natale, che come è risaputo durano 2 settimane, ci ha dato 2 versioni di latino. Per quelle di Pasqua, di una sola settimana, ce ne ha date 3. Che palle! Però l’aria di vacanza c’è: un paio di persone che si definiscono miei parenti ( mi riferisco a mio cugino e a mio fratello) sono scesi a non fare ninete sotto la taverna di casa nostra , e nel loro far niente hanno trovato un paio di pantaloni appartenuti a chissà chi. Basta pensare a come sono: pantaloni a sigaretta (fin qui niente di strano) di PELLE  e a vita alta! andavano tipo una trentina di anni fa…

 Ma chi, chi si è mai potuto mettere una cosa del genere? Santo cielo…Bè, d’altra parte nella taverna non si sa mai cosa ci si trova ( per la cronaca, è il posto dove ho fatto la mia festa del 14esimo compleanno): per esempio, una pelliccia enorme (io ci entro 2 volte) verde, molto trendy (40 anni fa), un’antica giacchetta viola gonfia e piccola, molto molto molto vecchia, ma soprattutto corta, e un miliardo di altre cose, nascoste tra polvere, scorpioni depressi e ragnetti pelosi (no, non proprio pelosi). Diciamo che di solito io evito di frugarci in mezzo. Anche se, visto da un particolare punto di vista, può essere affascinate…
 La foto è piccola, ma i pantaloni sono questi.

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Ci sono anch’io

Marzo 18, 2008 at 7:37 pm (Senza Categoria)

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Era sabato, un sabato come tutti gli altri. Sono uscita con la mia classe per comprare un regalo, ma sono uscita dopo di come è il mio solito e sono rientrata in anticipo sull’orario previsto. Una volta a casa mi sono rinchiusa nella mia “fornace gialla”, che gli altri conoscono con il nome di “camera (perennemente disordinata) di Liliana”: io la chiamo fornace gialla perchè le tinte comprendono una vasta gamma di sfumature dal giallo al rosso, il che fa un effetto affascinante verso le 2 del pomeriggio, quando il sole entra direttamente dalla porta-finestra e illumina tutto quello che può.Tuttavia, in questo caso l’unica cosa che illuminava debolmente l’ambiente era una lampadina a risparmio energetico rinchiusa in un complicato lampadario bianco, perchè erano le 8 meno 20 di sera. Io entrai e mi infilai le cuffiette dell’mp3, che stavano dando del loro meglio facendomi sentire a Elisa che cantava a squarciagola “Heaven out of hell” (un simpatico commento di Chiara, una mia grandissima amica, su questa canzone è stato”però, questa ha le idee molto chiare!”). Bè, comunque, ero lì ad ascoltare la musica e tutto sembrava normale, ma qualcosa non andava: mi sentivo abbastanza…credo che triste sia la parola adatta. Triste. La domanda che mi continuavo a porre era:”perchè?” In questi casi, la cosa migliore da fare è confidarsi con sè stessi. Io lo faccio sempre, non si sa mai dove si va a finire. Ma una cosa sicura è che da qualche parte si arriva.Garantito. Allora presi un foglio di carta (in realtà non era proprio un foglio di carta, ma queste cose rimangono un segreto fra me e la Fornace Gialla) e iniziai a scrivere, rigorosamente in verde. Sono partita dal fatto di sapere che il mio problema è che ho poca autostima, ma questo è un dato di fatto; lo sanno tutti. Non è vero? Credo anche che si riperquota sul mio profitto scolastico, e che se fossi diversa farei scintille. Ma non lo sono, e non lo sarò mai. Comunque, sarebbe stata una cosa simpatica cercare qualcosa in cui credere, qualcosa che mi convinca che non sono una nullità. Dopo tutto, tentar non nuoce. Ho scritto tipo 2 ore, mentre Elisa sciorinava tutte le sue canzoni più belle da un semplice mp3 (la tecnologia è una cosa meravigliosa!) e sono arrivata a una conclusione: Prima di tutto, io non sono superiore a nessuno, ma nessuno è superiore a me. Ergo, non devo aver paura di nessuno. Secondo, non è vero che non so fare niente: diciamo che me la cavo a disegnare…No, diciamo che quando mi ci metto esce qualcosa di carino.

Così va meglio. Questo potrebbe essere qualcosa in cui credere, perchè non credo che sia una scemenza, cercando di essere il più obbiettiva possibile. E quindi, dopo ragionamenti talmente contorti da eguagliare quelli della L***i, ho deciso di provare a credere un pizzico di più in me stessa.

The butterfly is raising up again!                                                                                                   

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festa della donna?

Marzo 18, 2008 at 12:55 pm (Senza Categoria)

Eccomi qui!!!oggi è l’8 marzo, la festa della donna. A essere sincera me l’ero pure dimenticata, mi è venuto in mente solo quando ho incontrato Enrica prima di entrare in classe che mi ha fatto gli auguri. Poi, una volta entrata, ho scoperto che a qualcuno (non mi ricordo chi) era venuta l’idea di prendere un po’ in giro la L***i (non metto il nome sennò compare su google, ma è la nostra “prof” di italiano, storia e geografia…Lo sapete meglio di me) comprandole un mazzetto di mimose.
geniale!!:-)La L***i ha iniziato a chiacchierare, tutto procedeva per il meglio…Fino a quando, però, non ha detto: “bè, ora scrivete un pensierino sulla festa della donna che poi lo leggiamo in classe”.
Ops! Non avevo la più pallida idea di cosa scriverci…Ci sarebbe uscito qualcosa di carino, d’accordo, ma non mi va di sprecarmi per la L***i, per quella non valgo più di 6 e mezzo. Riluttante, ho scritto le prime cavolate che mi sono venute in mente…Ancora più riluttante l’ho lette alla classe, sperando che nessuno le ascoltasse. E non mi ha ascoltato nessuno, vero? Eh?
Comunque, apparte le idee malsane di una vecchia zitella, la festa della donna è vantaggiosa: mi è piaciuto molto il fatto che quella di religione non ha interrogato le femmine! Peccato che sia stato religione e non, per fare un esempio TOTALMENTE a caso, greco. Ingistizie della vita.
Che altro dire? Non ho capito il senso della festa della donna: non c’è bisogno di ricordare che anche le donne esistono, no? é scontato. Quest’anno ho aspettato questo giorno solo per poter mandare un messaggio a Chanel (“colei che vi fece passare un’estate stupenda insieme a Mattia”, secondo lui) e scrivergli un 

“AUGURI!!!” molto sarcastico. L’avrà capito?Continuo a pensare che la festa della donna sia solo un modo, per i maschi, di prendere in giro altri maschi. Per il resto, questo è un sabato come tutti gli alt
ri, anche se mi sento in dovere di fare un augurio a tutte le ragazze che conosco e che stanno leggendo questo blog. Un augurio valido tutto l’anno.

 

 

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Quest è il mio blog…Buon divertimento!

Marzo 6, 2008 at 6:48 pm (Senza Categoria) ()


blossom-fa-surf.jpgCiao!!!Finalmente il tanto atteso blog!!!sognato, progettato ed infine CREATO! Un modo per condividere le mie riflessioni con il mondo (o almeno con quella misera parte dell’aquila che sa della mia esistenza quasi altrettanto misera…). E ora? Bè, io comincerei con qualche piccola info-intrattenimento su di me…

Nome: Sono Blossom, ma potete chiamarmi anche Lilla

Professione: Studentessa al liceo classico…

Età: 14 e quasi 4 mesi

Hobby: boh…Nel sempre più limitato tempo libero che mi ritrovo, mi piace scrivere, disegnare e leggere

Visione della Vita: tra gli hobby ho dimenticato di scrivere “vivere”. No, scherzi a parte, mipiace vivere. Devo averlo scritto da qualche parte: sono arrivata alla conclusione che la vita NON HA SENSO. Non serve assolutamente a niente. Ma è meravigliosa, bel

lissima…e allora perchè lamentarsi? Cosa c’è di più bello di una cosa sensa senso, bella e gratis, come un gioiello che trovi per terra?

E ora una piccola descrizione della mia persona….

Mettiamo che chi sta leggendo non sa come sono: ecco il modo migliore per capire chi sono e come pensarmi.

Io…Io sono quella che spesso arriva in ritardo, quella che vedete camminare per il corso a passo svelto, quella-che-sta-già-aspettando-l’autobus-quando-voi-arrivate…Prendiamo la fermata dell’autobus, posto a cui sono particolarmente legata.La mia figurina sta seduta, magari con le cuffiette dell’mp3 alle orecchie, ad ascoltare la musica (probabilmente Elisa, la sua cantante preferita). Indossa un cappotto nero, semplice, di quelli di stoffa che vanno ora.Magari, se è appena uscita da scuola, accanto a lei c’è un vecchio seven di pelle azzurro, con un paio di scooby doo vecchi, ma comunque i migliori che abbia mai intrecciato. I capelli castani, sciolti o strizzati in un codino, sono lisci come il suo carattere. Quando l’autobus arriva, lo capisce anche senza vederlo, perchè nota tutta la gente alla fermata che inizia a muoversi nella stessa direzione. Allora si alza e si getta lo zaino sulle spalle: spesso nel farlo la cuffietta dell’mp3 cade, è quella difettosa. Sull’autobus c’è poca gente: la mia figurina caccia un biglietto spiegazzato e lo timbra diligentemente, poi lo rimette in tasca. Si guarda intorno per controllare se le vecchiette sono tutte sedute, una volta rassicurata si siede anche lei, al posto davanti. Raramente a quelli dietro…Chissà perchè poi. gli occhi castani ispezionano la sua figura riflessa nel finestrino, sempre con la voce di Elisa che, in sottofondo, le fa rivivere i suoi ricordi più vari. O la fa sognare. Non pensa a niente in particolare, ha fatto quel tragitto centinaia, no, migliaia di volte da quando ha cominciato a prendere l’autobus 4 anni fa. Cerca di occupare meno spazio possibile, vorrebbe essere trasparente. Oppure vorrebbe essere migliore di quello che è. Vede gente salire e scendere, e intanto ascolta Elisa, che deve comunque dire la sua. Poi arriva la sua canzone preferita, il suo pezzo preferito.

Dream on, dream on, there’s nothing wrong, if you dream on dream on, of being a swan….

E poi la fine, che la fa sempre sorridere

but in the end, is it so bad, being a girl?

elisa, a chi stai parlando?


 

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